Yannick Demaria

Siamo il futuro che si difende: il futuro che si farà!

CONTRO LA PRECARIETÀ MESTRUALE

Intervento alla conferenza stampa Prodotti Igienici Gratuiti.

Buongiorno a tutte, buongiorno a tutti. 

A nome della GISO vi ringrazio per la vostra preziosa presenza e per il vostro lavoro.

Abbiamo convocato questa Conferenza stampa per comunicare che, dopo un’attenta valutazione e sulla base di esperienze già praticate in alcune città e in alcuni cantoni svizzeri, la Gioventù socialista Ticino ha deciso di inoltrare al Consiglio di Stato – in particolare al Dipartimento educazione, cultura e sport e al Dipartimento sanità e socialità– una richiesta formale, sotto forma di lettera aperta, per la messa a disposizione gratuita di prodotti igienici per le mestruazioni negli istituti scolastici cantonali.

La richiesta è sottoscritta dai Comitati e delle Assemblee delle allieve e degli allievi di molti istituti – si noti la presenza di tutte le Scuole medie superiori del Cantone – mentre altri aderiranno.

A dimostrazione della pertinenza di questa proposta, molti comitati hanno già messo in campo nelle varie sedi delle azioni spontanee su base volontaria per una soluzione del problema.

Ringraziamo per il loro sostegno l’Assemblea studenti e studentesse CPC Lugano, l’Assemblea allievi e allieve Scuola media Bellinzona 1, i Comitati studenteschi dei Licei Lugano 1 e 2, Bellinzona, Mendrisio e Locarno e della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, così come i Gruppi dei genitori che già hanno aderito o che sosterranno, nelle forme che riterranno più opportune, questa proposta.

La messa a disposizione gratuita di prodotti mestruali nei luoghi di formazione ha come obiettivo la definitiva cancellazione di vecchi pregiudizi – che di fatto perpetuano una discriminazione di genere – e la garanzia che ogni persona, in ogni momento, possa avere accesso alla necessaria protezione, indipendentemente dalle sue disponibilità finanziarie. 

Anche se nel nostro Paese non esistono ancora molti dati sul fenomeno della precarietà (o povertà) mestruale, a livello internazionale gli studi ci invitano a considerare con serietà il problema e a mettere in atto misure concrete per le giovani che spesso si trovano, loro malgrado, a dover affrontare le loro mestruazioni senza poter avere accesso alle necessarie protezioni a causa di problemi economici.

Un’inchiesta citata dal Consiglio di Stato del Canton Vaud, che ha avviato un progetto sperimentale il mese di maggio del 2021 che sarà ulteriormente esteso proprio all’inizio di quest’anno, ci indica come in Francia, ad esempio, il 10% delle donne debba rinunciare, per sé o per le proprie figlie, a sostituire i prodotti mestruali quando necessario per mancanza di denaro, mentre il 6% dichiara che le loro figlie hanno già rinunciato alle lezioni, poiché prive di protezioni mestruali.[1]

Il Consiglio Nazionale, nel marzo del 2020, ha adottato una mozione che chiede di ridurre il tasso IVA su questi prodotti dal 7,7% al 2,5%, perché dovrebbero essere considerati come beni di prima necessità a tutti gli effetti, ma l’iter parlamentare non è ancora terminato, poiché il Consiglio degli Stati non si è ancora espresso e così si continua a pagare ingiustamente il 7.7%. Ciò è assolutamente inaccettabile, perché rappresenta l’ennesima ingiustizia sociale ed economica che sfavorisce le donne. 

È compito delle scuole e dei centri di formazione mettere tutte e tutti sullo stesso piano ed anche la messa a disposizione dei prodotti d’igiene va considerata come uno strumento per correggere le disparità.

Per ragioni evidenti, è indispensabile che gli istituti scolastici forniscano una disponibilità costante e facilitata ai prodotti mestruali. È del tutto insoddisfacente la prassi che limita la possibilità di ottenere una protezione mestruale solo a titolo eccezionale, “in caso di bisogno”, rivolgendosi individualmente alla segreteria: una pratica, questa, del tutto ingiustificata per un bene di prima necessità. 

Al Consiglio di Stato, ai Dipartimenti, con i loro uffici di competenza, e alle Direzioni chiediamo ovviamente che siano messe a disposizione protezioni igieniche biologiche, garantite e senza elementi tossici.

Suggeriamo la messa in atto di un progetto di sensibilizzazione che, grazie al coinvolgimento delle competenze e dei mezzi finanziari di enti specializzati o fondazioni, educhi alla prevenzione, alla promozione della salute e alla cultura della parità di genere. 

La messa a disposizione gratuita dei prodotti igienici per le mestruazioni non è una novità, né in Svizzera né altrove. Questa pratica da noi è già presente al Politecnico di Zurigo, all’Università di Losanna, in città o cantoni come Basilea, Giura, Ginevra, Vaud, Zurigo, Berna, ma anche, tra le altre, in nazioni come la Scozia, il Kenya, l’Uganda, il Sud Africa, il Botswana, lo Zambia e la Nuova Zelanda…E in Ticino, da noi, quando…?


[1] https://www.ifop.com/wp-content/uploads/2019/03/Pre%CC%81sentation-IFOP-Dons-Solidaires-d%C3%A8f.-slide-DS.pdf

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